Unbundling: chiusura di un ciclo e prospettive future

Nel corso della riunione dello scorso 2 febbraio 2017, l’Autorità ha approvato 3 delibere di grandissimo interesse “sistemico” e da tempo attese, sia dai diretti interessati che da tanti altri soggetti gravitanti intorno al mondo dell’energia e della regolazione: altri operatori, consulenti, avvocati ecc… 

Si tratta delle delibere 40, 41 e 42/2016/S/com (triplete!), tutte accomunate da un unico tema, l’unbundling, declinato nelle sue varie forme, contabile e funzionale, all’occasione ampliato fino a lambire aree regolatorie ad esso attigue e da esso influenzate, come le tariffe. 

Queste delibere sono così importanti perché vanno a chiudere un ciclo iniziato 10 anni fa: quello aperto dalla delibera 11/07 di approvazione del testo unico unbundling, contabile ma soprattutto funzionale (la vera novità).

Negli anni successi, dopo un intervallo ragionevole per dare tempo agli operatori di mettersi al passo con le nuove regole (operazione molto onerosa in termini burocratico/amministrativi, ma anche pratici dato che andava ad incidere profondamente nell’operarività aziendale), sono iniziate le ispezioni, com’è naturale che sia.

Anche se in numero contenuto, le ispezioni si sono rilevate di indubbia efficacia dato che a valle di queste sono state avviati altrettanti procedimenti sanzionatori, senza contare l’indubbio effetto di moral suation sugli altri operatori. 

Per dovere di cronaca, si deve ricordare il procedimento avviato a carico di agsm Verona, il primo, e quindi fatalmente il più noto nel settore, a cui sono seguiti da quelli verso Deval, Gelsia+Gelsia Reti (che ha presentato impegni, poi accettati dell’Autorità), Valle Umbria Servizi – VUS e Edison Stoccaggio (la cui vicenda ha sollevato grande scalpore nell’ambiente per l’elevatissima sanzione comminata).


Il tratto saliente che emerge da tutte queste ispezioni è che l’applicazione pratica della regolazione in materia di unbundling, in realtà societarie ed operative complesse, non è così facile come ci si potrebbe aspettare.

I procedimenti avviati, al netto di quelli chiusi con la presentazione di impegni o con l’irrogazione di una sanzione, sono andati avanti, anche se decisamente a rilento, cosa più che comprensibile, dati i temi e ciò che c’è in ballo. 

Ora, tuttavia, le delibere appena approvate (ma ad oggi non ancora pubblicate: presumibilmente devono essere prima notificate agli interessati) vanno a costituire un importante punto fermo dell’intera vicenda, magari non finale ma senza dubbio di cruciale importanza per il settore.

Le valutazioni che saranno espresse dall’Autorità in merito alle varie fattispecie contestare agli operatori in sede di avvio di procedimento, infatti, sono destinate a “fare giurisprudenza” ed a influenzare profondamente le scelte e le valutazioni di tutti i soggetti interessati citati in precedenza. Oltre che alimentare numerosi convegni, riunioni, seminari ecc ecc. 

Ma, ovviamente, c’è di più. 

Le delibere in analisi, come già detto in precedenza, chiudono un ciclo durato 2 lustri e mandano definitivamente in pensione la vecchia regolazione ex delibera 11/07. 

Ci si potrà quindi focalizzare sulla nuova disciplina contenuta nel nuovo TIUF (unbundling funzionale), approvato con delibera 296/2015/com e TIUC (unbundling contabile), approvato con delibera 231/2014/R/com e smi.  Di conseguenza, non è inverosimile che nel medio termine (entro l’anno?) sia deliberato un nuovo ciclo di visite ispettive, focalizzare a verificare la corretta applicazione della regolazione ex TIUF e TIUC. 

Questa volta, però, con alle spalle la grande esperienza maturata con la precedente regolazione e, soprattutto, con in mente le valutazioni effettuate dall’Autorità per fattispecie concrete, di cui alle delibere in analisi. 


Sanzioni AEEGSI ai raggi X

Riceviamo e volentieri pubblichiamo a cura del sito energyaffairs.it una interessante analisi delle sanzioni comminate nel 2015 dall’AEEGSI.

Il 2015 si è chiuso ed è tempo di monitoraggi anche per noi. Quest’anno inauguriamo una nuova rubrica annuale di osservazione dell’attività sanzionatoria ad opera dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il servizio idrico (di seguito AEEGSI) sui mercati energetici. L’esercizio è interessante perché permette di verificare il potere sanzionatorio da parte di AEEGSI e di valutare l’operato delle aziende nei singoli settori di riferimento. Ricordiamo che ad oggi AEEGSI regola, monitora (ed eventualmente sanziona) le imprese operanti nei settori gas, elettricità, servizio idrico, teleriscaldamento e a breve probabilmente anche nel ciclo integrato dei rifiuti.

Il 2015 registra un aumento delle sanzioni irrogate rispetto al 2014 che sono passate da n°22 a n°28. Tale aumento è principalmente dovuto alle n°9 sanzioni irrogate per mancata comunicazione di documenti necessari alla vigilanza sul divieto di traslazione della Robin Hood Tax. Va rilevato che l’illegittimità dell’imposta stabilita dalla Corte Costituzionale ad inizio 2015 non ha effetto retroattivo e quindi per gli anni precedenti AEEGSI ha continuato a monitorare il rispetto del divieto di traslazione ai consumatori da parte degli esercenti. Dall’altro lato (ed è quello che in definitiva conta) nel 2015 sono diminuiti gli importi cumulati delle sanzioni irrogate rispetto al 2014 che passano da circa 11 milioni a  4,8 milioni di euro. Il 2014 è stato comunque un anno particolare perché AEEGSI ha concluso i procedimenti sanzionatori per alcune società di vendita che non hanno rispettato la regolazione in tema di bilanciamento gas (i famosi “furbetti” del gas per intenderci).

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Fonte: elaborazioni su dati AEEGSI

Ad ogni modo, furbetti del gas a parte, si conferma anche nel 2015 il settore gas come quello più sanzionato da parte dell’AEEGSI. Tra i temi oggetto di sanzione da parte dell’Autorità è rilevante innanzitutto la sanzione comminata ad Edison Stoccaggio per violazione della disciplina unbundling e irregolarità in sede di presentazione delle tariffe di riferimento. Sono state poi sanzionate due imprese di trasporto minori (Retragas e Energie) per violazione della disciplina della misura presso punti di riconsegna della rete regionale di trasporto. Per quanto riguarda il settore elettrico si conferma più virtuoso del cugino gas. Negli ultimi due anni l’Autorità  ha sanzionato tale settore per la maggior parte per via di imprese di distribuzione minori che non hanno proceduto all’installazione dei contatori elettrici.

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Fonte: elaborazioni su dati AEEGSI