Alcune brevi considerazioni sui Titoli di Efficienza Energetica

Di seguito alcuni brevi pensieri sulla situazione dei titoli di efficienza enegetica (TEE, per gli amici Certificati Bianchi) dal punto di vista dei soggetti obbligati, alla luce del nuovo DM, della consultazione avviata dall’Autorità (DCO 312/2017/R/efr) e, non da ultimo, della situazione di mercato e delle sue prospettive future.

Lo scenario non è propriamente roseo.

Da una parte, infatti, l’offerta è compressa dalle nuove regole per realizzazione progetti, specie il superamento del parametro Tau, e dal fatto che i progetti più “semplici”, com’è normale che sia, si stanno via via esaurendo lasciando spazio a quelli più complessi ed evidentemente più costosi.

Dall’altra, invece, la domanda deve tener conto che, anche se gli obblighi futuri sono numericamente inferiori rispetto a quelli passati (9,5 mln TEE obbligo 2016 Vs 5,3 mln TEE 2017, ma più difficili da raggiungere per via del minor numero di TEE disponibili), c’è una decisa spinta verso alto dovuta alle nuove regole per il rispetto degli obblighi, oggi entro l’anno successivo e non più entro i 2 successivi, nonché dall’importante cumulo di obblighi ancora da rispettare che farà sentire il suo peso nei prossimi 2 anni (per poi smorzarsi una volta che la regola del rispetto entro l’anno successivo andrà a regime).

Alta domanda e bassa offerta generano necessariamente prezzi elevati.

In questo quadro si inserisce la consultazione sulle nuove modalità di definizione del contributo tariffario a copertura dei costi sostenuti dai distributori di energia elettrica e gas naturale in cui si propone, sostanzialmente, che il contributo tariffario sia calcolato in modo da avere una inerzia maggiore di quella attuale rispetto ai prezzi espressi dal mercato. Nel dettaglio, si propone l’utilizzo della media triennale con cap sui valori medi delle sessioni di mercato considerati così da non includere (eventuali) spike di prezzo anomali e permettendo uno scostamento più ampio rispetto valore medio di mercato (da 2€ a 5/7€), ciò al fine di porre un freno a tendenze rialzistiche dei prezzi e, in definitiva, dei costi del sistema dei TEE riversati sul sistema energetico e, quindi, sui clienti finali.

Solo che si agisce su soggetti obbligati che non possono non comprare i TEE necessari a coprire i propri obblighi dato che in questo caso, fermo restando il rispetto dell’obbligo, gli verrebbero comminate sanzioni adeguate a rendere non convenienti eventuali comportamenti opportunistici e che, di conseguenza, non hanno molto potere contrattuale rispetto ai soggetti che compongono l’offerta di TEE.

Il problema è di difficilissima risoluzione, dato che comunque oramai il disegno del sistema è consolidato, gli obblighi sono definiti e inderogabili ed il mercato è quel che è e non sono state riscontrate pratiche opportunistiche (cfr. esito istruttoria conoscitiva di cui alla delibera 292/2017/R/efr).

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Mercato Retail: Perché le associazioni dei consumatori sono contrarie?

Personalmente non capisco la ritrosia delle associazioni dei consumatori sul superamento del Servizio di Maggior Tutela EE/Tutela Gas.

Certo, possiamo – anzi, dobbiamo – discutere sulle tempistiche e sui doverosi controlli (e ovviamente dei relativi poteri) che tutti gli attori coinvolti, primi tra tutti l’AEEGSI e l’AGCM, dovranno svolgere, ma è difficilissimo pensare che oggi i consumatori non siano pronti.

Questi consumatori, ovvero tutti noi, hanno già ampiamente dimostrato di essere pienamente in grado di scegliere tra miriadi di offerte in base alle loro esigenze. Esempi lampanti sono i servizi telefonici fissi e mobili, le PayTV e ovviamente i servizi di connettività internet, fissa e mobile (e la lista potrebbe allungarsi ancora). Sulle offerte di questi servizi, oramai, noi tutti ci destreggiamo come il miglior squalo di wall street tra titoli e obbligazioni. Quanti, onestamente, possono rimpiangere la vecchia SIP o una TV con la sola RAI 1?!

Certamente questo non è avvenuto dall’oggi al domani e senza scossoni.Ha richiesto del tempo (specie in Italia….). Tutti noi ricordiamo – quasi con orrore – le prime offerte dei vari operatori….come dimenticare, ad esempio, il costo inconcepibilmente elevato degli SMS fino a pochi anni fa (diciamo fino al 2003-5?)! E come dimenticare che, mentre già nei primi anni 2000 in Europa già esistevano offerte “tutto compreso” (incluso cellulare), da noi ancora si pagava lo scatto alla risposta (o qualche altra assurdità simile!).

Tuttavia, col tempo il caos primordiale di quelle prime, confuse, offerte gettate in pasto ad un pubblico piuttosto ignaro, è stato ordinato dal “demiurgo” del mercato in qualcosa che ad oggi è difficilmente classificabile come “astruso” o “incomprensibile”: paghi X Euro al mese e noi ti diamo Y prestazioni.

Chiarissimo. Semplice. Efficiente.

Siamo stati noi, con le nostre scelte, a plasmare questo ordine: le offerte poco chiare, fuori mercato o troppo complicate, semplicemente, non sono state scelte e, quindi, si sono estinte.

Di conseguenza, possiamo benissimo far tesoro degli errori passati e cercare di non commetterli nel settori dell’energia elettrica e del gas. Ciò è possibile anche e sopratutto grazie all’evoluzione della società italiana negli ultimi vent’anni (niente battute…please!) in tema di “cultura della concorrenza” generata, oltre ad un confronto immediato e diretto con realtà estere, anche dalle esperienze descritte in precedenza (Senza contare che anche l’attuale situazione economica potrebbe giocare un ruolo positivo).

Non mi aspetto, ovviamente, che il passaggio da logiche tutelate a mercati pienamente concorrenziali sia privo di scossoni…Sarebbe alquanto sciocco farlo. Però sono convito che la fase di assestamento (dal caos di offerte poco comprensibili e confuse all’ordine di offerte in qualche maniera più standardizzate) sarà molto più breve rispetto ai settori che hanno affrontato questa difficile sfida in passato. Questo perché già qualcuno ha aperto la via ed individuato le principali insidie, che ora sono ben evidenziate in tutte le mappe a disposizione dei futuri viandanti.

Questa via, però, non può essere percorsa senza l’aiuto di una adeguata strumentazione, validi giudici di percorso e un fidato compagno di viaggio.

Tocca quindi al Governo individuare il tracciato più adeguato alla situazione, cosi da minimizzare la durata del viaggio, renderlo il più confortevole possibile ed evitare le insidie già segnalate sulle mappe disponibili, mentre le due Autorità (Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato) dovranno individuare gli strumenti tecnici che garantiscano che il viaggio si svolga lungo il percorso previsto, sia privo di eccessivi scossoni ed evitare che qualcuno possa “fare il furbo” tagliando per scorciatoie segrete. Infine, le associazioni dei consumatori dovranno accompagnare i consumatori in questo viaggio, suggerendo di volta in volta la corretta interpretazione della mappa e della bussola e dando un grande supporto al viandante (ma anche ai giudici) ogni qualvolta si trovasse in difficoltà.

Dato che i giudici e i compagni di viaggio si qui hanno dato grandi prove di valore, non dubito che saranno in grado di svolgere il loro oneroso compito al meglio. Per quanto riguarda le mappe e le bussole, invece, i cartografi sono alacremente al lavoro e non resta che aspettare che completino il lavoro, speriamo recependo anche suggerimenti provenienti dagli altri soggetti coinvolti.