Monitoraggio Gare Gas – Commenti

commento 21 maggio 2016

Diaro del capitano, data stellare 42105.9
Tutto ciò che si temeva si sta lentamente ma inesorabilmente realizzando.

Come se ciò non bastasse, ogni giorno che passa sembra emergere qualche altro elemento che ingarbuglia ancor di più una situazione già più arzigogolata di una decorazione rococò.

Ad oggi, ancora non si intravede una ragionevole via d’uscita.

Eccoci di nuovo qui a cercare di fare il punto sul Signor Godot del settore energetico.

La prima cosa da considerare è che ad oggi l’accelerazione natalizia causata dalla minaccia della frusta (ovvero, sanzioni pecuniarie), che pur con tutte le evidentissime e macroscopiche mancanze aveva comunque portato alla pubblicazione di un certo numero di bandi (per quanto raffazzonati e con mille caveat), si è completamente esaurita.

Le ragioni di ciò sono molteplici.

In primo luogo, c’è stata l’ennesima proroga dei tempi con annessa modifica normativa, richiesta a gran voce ed infine ottenuta dagli enti locali, che tra l’altro ha spazzato via dal campo la minaccia delle sanzioni e ha allungato i tempi per l’intervento sostitutivo della regione.

A questo punto, senza più qualcuno che correva loro dietro con il forcone, gli enti locali sono tornati nel loro originario stato di torpore. Perché è verissimo che la situazione normativa/regolatoria/giurisdizionale è complessa ai limiti del caotico e di certo la parte tecnica non è proprio una passeggiata, però è altrettanto evidente che gli enti concedenti, in media e con le dovute eccezioni (basti pensare alla lodevole iniziativa di uniatem), non è che si siano propriamente dannati l’anima pur di bandire queste gare (tranne quando la minaccia delle sanzioni si è fatta reale ed imminente) che – evidentemente – non sono poi così prioritarie nelle agende politiche locali. Questo per svariate ragioni, anche economiche: non dimentichiamoci che l’assunto base della riforma è (anche se depotenziato da successivi interventi normativi) di spostare il focus dal canone, in alcuni casi veramente sproporzionato, al lato tecnico del servizio.

Di conseguenza, non si può che essere d’accordo quando l’AEEGSI e l’AGCM propongono, nella loro non più tanto recente audizione in materia, la reintroduzione di un meccanismo di penalizzazione che però (aggiunta mia) deve essere calibrato in maniera adeguata a colpire esclusivamente il “colpevole” del ritardo e non semplicemente sparare nel mucchio.

Non si può poi passare sotto silenzio, poi, che negli ultimi tempi quelle poche certezze che si avevano stanno svanendo come

Diciamolo chiaramente: ad un certo punto (diciamo tra 2014 e 2015, ma anche forse nel 2012) c’é stata una finestra dove le gare sarebbero potute essere bandite in un contesto normativo/regolatorio relativamente stabile e più o meno chiaro (al netto di alcuni ricorsi pendenti, certo, ma se si aspettasse il momento in cui tutti i contenziosi fossero risolti, è molto facile che il problema delle gare si risolva da sé per esaurimento del gas naturale)

Poi la situazione è precipitata.

A questo punto, non possiamo non che dire:

“shall we go? ”
“yes, let’s go”

(they don’t move)

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