Monitoraggio Gare Gas – Archivio Commenti

Commento dell’aggiornamento del 18 Febbraio 2016

Siamo quindi partiti con la pubblicazione dei bandi di gara. Questo significa che oramai il motore si è avviato e quindi dobbiamo aspettarci una vera e propria valanga di bandi di qui a pochi mesi?.

Non precipitiamo nelle conclusioni.

Ad oggi risultano pubblicati 16 (considerando anche l’unico fino ad oggi ritirato, ovvero Monza Brianza 2) bandi su circa 170 totali per cui si attende la pubblicazione secondo le tempistiche previste dal DM 226/2011. La corsa alla pubblicazione di molti bandi negli ultimi giorni dell’anno è quindi dovuta principalmente alle scadenze imposte dal decreto e dalle sanzioni previste dalla normativa in caso di mancato rispetto delle tempistiche previste dal DM 226/2011. I bandi finora pubblicati, infatti, nella stragrande maggioranza dei casi già dalle premesse esplicitano chiaramente che la loro pubblicazione è finalizzata all’unico scopo di evitare le sanzioni oggi previste in caso di mancato rispetto dei termini.

Di conseguenza, la qualità e la completezza delle informazioni contenute in tali documenti, e dei relativi allegati, non è generalmente altissima. Allo stesso modo, anche l’iter burocratico-amministrativo seguito da molti di questi bandi non è completo, dato che in quasi la totalità dei casi si tratta di bandi non notificati all’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico per le verifiche di sua competenza. A quest’ultimo proposito, si ricorda che l’Autorità ha recentemente pubblicato un chiarimento in cui, in sostanza, chiariva che per quei bandi non notificatigli non c’era alcuna sicurezza, per il gestore entrante, di vedersi riconosciuto in tariffa il valore di rimborso pagato

Un altro elemento di attenzione è relativo al valore di rimborso degli impianti posti in gara. Dai dati resi noti dalle Stazioni Appaltanti, infatti, emergono  molti casi di disaccordo con il gestore uscente (cfr. art. 5 comma 16 del DM 226/11 e s.m.i.) e , pertanto, nel bando di gara è inserito un “valore di riferimento” su cui basare le valutazioni/offerte ma che poi, a seguito della composizione del contenzioso, potrebbe variare (e magari non essere nemmeno riconosciuto in tariffa! cfr. paragrafo precedente), cosa che scombinerebbe non poco i piani degli operatori.

Infine, alcuni dei disciplinari di gara predisposti non sono coerenti con le indicazioni contenute nel disciplinare tipo allegato al DM 226/11. Tra questi, spiccano in particolare quelli degli ATEM Venezia 1 ed Udine 2. Nel primo caso, infatti, vengono attribuiti 10 punti al canone offerto (quando il massimo sarebbe 5), 12 agli interventi di efficienza energetica (massimo 5), con l’ulteriore particolarità che è (i) previsto un floor minimo per l’offerta sul canone e (ii) previsto un ammontare fisso ( € 4 mln) per gli investimenti in efficienza energetica che, per altro, devono essere riconosciuti direttamente agli Enti concedenti che poi procederanno in autonomia ad effettuare tali interventi. Nel secondo caso, invece, viene dato un forte peso allo sconto tariffario (ben 25 punti, quasi il doppio del massimo previsto pari a 13), a discapito dell’offerta tecnica (solo 12 punti ai maggiori livelli di sicurezza e 38 al piano di sviluppo degli impianti).

Questi elementi, insieme ad altri di natura prettamente tecnica (ad esempio, messa a disposizione di documentazione in formati non immediatamente utilizzabili), rende difficile pensare che  la totalità dei bandi ad oggi pubblicati, per come sono impostati, vedranno la loro naturale conclusione, ovvero l’assegnazione del servizio ad un gestore.

Molto più probabile, dopo che il “panico” dei comuni ha lasciato spazio ad un azione politica che dovrebbe portare alla concessione di una proroga delle scadenze dei bandi ed all’eliminazioni delle sanzioni oggi previste in caso di mancato rispetto dei tempi, ( cfr.recenti emendamenti al c.d. “Milleproroghe” a ciò mirati), che molti dei bandi analizzati siano ritirati/profondamente modificati.

Certamente l’ennesimo posticipo dei termini della pubblicazione dei bandi (in aggiunta all’eliminazione delle sanzioni) di certo non aiuta il settore che invece necessiterebbe di certezza e stabilità in vista di una stagione che è cruciale per lo sviluppo della distribuzione del gas in Italia. D’altra parte, dato che oramai la proroga sembra essere cosa fatta, ci si augura che il tempo concesso sia sfruttato appieno per colmare le lacune – e sono molte – ancora esistenti tanto nella normativa generare che nei meccanismi tecnico/organizzativi inerenti le gare gas. Una fra tutte: il processo di notifica dei bandi & allegati all’Autorità per le analisi di sua competenza (ma anche  il processo di analisi delle differenze tra valore di rimborso e valore tariffario degli impianti).

Sanate queste falle (e standardizzate le modalità di messa a disposizione delle informazioni), si potrà definitivamente partire con le gare gas.

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