Monitoraggio Gare Gas – Commento Delibere AEEGSI

DELIBERA 368/2016/R/GAS – OSSERVAZIONI IN MERITO ALLA DOCUMENTAZIONE DI GARA INVIATA, AI SENSI DELLE DISPOSIZIONI DI CUI ALL’ARTICOLO 9 COMMA 2 de DM 226/11 DAL COMUNE DI VENEZIA, STAZIONE APPALTANTE DELL’ATEM VENEZIA 1 – CITTA’ E LAGUNA VENETA

Dopo una lunga pausa, dettata dalle ultime modifiche (introdotte dal milleproroghe 2016) in materia di scadenze e – soprattutto – di penalizzazioni in caso di loro mancato rispetto, ecco di nuovo un atto dell’Autorità in materia di gare gas.

Questa volta, nello specifico, si tratta di osservazioni in materia di documenti di gara, dove la gara in questione è quella dell’ATEM Venezia 1.

La delibera in analisi è di particolare interesse per svariate ragioni e, in particolare, perché:

1) Il bando (e relativa documentazione) è stato pubblicato senza aspettare le osservazioni  in merito dell’Autorità;

2) Il disciplinare di gara, come noto, è uno dei più dissimili rispetto allo standard approntato dagli uffici ministeriali

3)  Soprattutto, perché a maggio di quest’anno il bando di gara di Venezia 1 è stato sospeso in via cautelare dal TAR Lazio che ha accolto la domanda presentata da Italgas contro il bando in ragione della necessità proprio della previa verifica dell’Aeegsi sul delta Vir/Rab e delle difficoltà di presentazione dell’offerta entro il termine previsto. Inoltre, lo stesso TAR Lazio ha chiesto lumi al Consiglio di Stato su quale tribunale sia competente per dirimere la questione (il TAR Lazio dice che è competenza del TAR Veneto, che a sua volta aveva girato la patata bollente al TAR Lazio).

4) Dalla decisione del TAR Lazio erano derivate molte polemiche, come ad esempio quella tra il Sindaco di Venezia e l’AEEGSI  (in cui si diceva, in sostanza, che l’Autorità aveva già in mano tutti i documenti necessari per le sue valutazioni e sui quali erano già stati forniti 5 chiarimenti).

Ebbene, alla fine le osservazioni sono arrivate. E non sono per nulla lusinghiere.

Il punto cruciale  – cui si riferivano pure le esternazioni del sindaco di Venezia – è la corretta individuazione dei famigerati scostamenti VIR-RAB maggiori del 10%

Da una parte, infatti, la stazione Appaltante ha ribadito più e più volte, l’ultima e definitiva volta il 2 maggio 2016 (quindi pochi giorni prima della sospensiva concessa dal TAR Lazio), che secondo lei non esistevano casistiche simili, mentre dall’altra l’Autorità ha sempre controbattuto che secondo lei esisteva almeno 1 casistica, relativa a Caorle, di scostamento VIR – RAB maggiore del 10% -, mentre un altro caso, la città di Venezia e quindi rilevantissimo nell’economia del bando, era incerto perché secondo lei il perimetro considerato non era corretto (perimetro considerato sia per VIR che per la RAB: beni a devoluzione onerosa al gestore entrante + beni a devoluzione gratuita; perimetro ritenuto corretto: solo VIR e RAB solo relativi a beni a devoluzione onerosa).

Alla fine della fiera, nella delibera in commento l’Autorità ribadisce che i chiarimenti arrivati dalla Stazione Appaltante non sono per lei sufficienti e che, quindi, secondo lei sussistono 2 casi di scostamento VIR-RAB maggiore del 10% (con il caso di Venezia un po’ stimato, a dire il vero).

A ciò si aggiunge poi il fatto che il bando ed il disciplinare di gara effettivamente pubblicati nel mese di gennaio 2016 sono difformi rispetto a quelli inviati all’Autorità  e, a causa della mancata pubblicazione sul sito internet della Stazione Appaltante/trasmissione all’AEEGSI  della documentazione di gara completa, è impossibile effettuare una valutazione di tali difformità.

Di conseguenza, l’Autorità ritiene che: (i) il VIR di Caorle e Venezia (quindi ben oltre il 50% del VIR in gara, senza considerare la parte dell’impianto di Venezia a devoluzione gratuita) non siano adeguati ai fini del riconoscimento tariffario post gara e (ii) non sussistano le condizioni per formulare ulteriori osservazioni sugli atti di gara in mancanza di tutta la documentazione degli atti di gara conclusivamente adottati con relativa nota esplicativa delle modifiche introdotte.

Chiusa la fredda cronaca, mi pongo alcune domande/faccio alcune riflessioni sulla faccenda:

  • La questione dello scostamento VIR – RAB (ovvero di 2 grandezze strutturalmente diverse) risulta essere sempre più evidentemente un ostacolo molto insidioso sul percorso – già di suo accidentato – delle gare gas. Se poi ci si aggiunge la difficoltà di individuare il VIR e la RAB di solo alcune porzioni di impianto, allora il disastro è garantito.
  • E’ quindi quanto mai necessario e urgente superare questo problema e, a quanto pare, gli ultimi emendamenti al DDL Concorrenza vanno in questa direzione (sperando che prima o poi si possa passare alla discussione in aula), tendo conto tra l’altro delle osservazioni dell’AEEGSI in materia (cfr. segnalazione 86/2016/R/gas).
  • Fermo quanto appena detto, mi viene però da farmi la seguente domanda, a cui però non ho una risposta: Ma chi è che deve valutare se esistono o meno scostamenti VIR – RAB maggiori del 10% che devono essere posti all’attenzione dell’Autorità? A leggere l’art. 5 comma 14 del Regolamento, sembrerebbe che sia la Stazione Appaltante, sempre però applicando i criteri tecnici definiti dall’Autorità con la delibera 310/2014/R/gas. Ora, mettiamo caso che in applicazione di questi criteri la Stazione Appaltante ritenga che non ci siano casi di scostamento > del 10% e che, quindi, non compili la raccolta dati “scostamenti VIR/RAB” (come tra l’altro è accaduto nel caso in oggetto) predisposta dall’Autorità per la trasmissione di tutte le informazioni necessarie per i controlli di sua competenza. Bene. In questi casi, è possibile che l’Autorità possa comunque procedere alla verifica del VIR, ed eventualmente alla dichiarazione della sua inadeguatezza tariffaria, nell’ambito delle verifiche sul bando di gara e sulla relativa documentazione che, come previsto dalla delibera 113/2013/R/gas, hanno comunque obiettivi diversi?

DELIBERA 113/2016/R/GAS – OSSERVAZIONI RIGUARDANTI IL VALORE DI RIMBORSO PER I COMUNI DELL’ATEM ALESSANDRIA 2 – CENTRO

Altro giro, altra corsa….e altra batosta, lo anticipiamo sin da subito.

Questa volta si tratta del VIR dell’Atem Alessandria 2 (12 comuni, tra cui la stessa Alessandria, per oltre 51.000 pdr al 2012, di cui circa 45.000 del solo capoluogo, e 582 km di reti).

La prima cosa da dire è che l’unico comune per cui il delta VIR RAB (confronto fatto sull’anno t-2) è risultato essere maggiore del 10% è proprio Alessandria… Hai detto niente, visto che in termini di pdr (ma evidentemente anche di vir) rappresenta circa il 90% del l’Atem!

Detto che il VIR del capoluogo è stato calcolato con il metodo “misto”, ovvero applicando gli accordi contrattuali integrati all’occorrenza qua e là con le previsioni delle linee guida ministeriali, vediamo un po’ quali sono stati i rilievi sollevati dall’Autorità:

  • Utilizzo di vite utili pari a 30 anni per i contatori gas a membrana di classe minore o uguale a G6 (per la regolazione tariffaria la vita utile di tali beni è 15 anni, sia in caso di gestione comunale che d’ambito, in linea con quanto previsto dalle linee guida). Sul punto, dato che il bollo metrico dopo 15 anni è bello che scaduto, c’è poco da dire o giustificare.
  • Utilizzo di vite utili pari a 80 anni per le condotte in materiale plastico/polietilene ,ritenute eccessivamente estese in relazione alle regole di buona tecnica (per la regolazione tariffaria tali asset hanno una vita utile di 60 anni nel caso di gestioni d’ambito, in linea con quanto previsto dalle linee guida).
  • Mancata decurtazione dell’utile d’impresa dai prezzi unitari del prezzario preso a riferimento, in contrasto con le previsioni in materia contenute nelle Linee guida. I documenti integrativi della convenzione, infatti, facevano riferimento essenzialmente al prezzario della CCIAA di Milano “senza specificarne le modalità applicative” (evidentemente a giudizio dell’Autorità). Dato che in assenza di questo elemento la normativa prevede l’adozione di quanto previsto dalle linee guida in materia di utilizzo dei prezziari, la mancata decurtazione in analisi non risulta giustificata.

Passando all’analisi del VIR ex delibera 310/2014/R/gas, si legge che questo non ha superato lo step (fondamentale) del test parametrico. Considerando che (i) le vite utili dei misuratori gas a membrana di classe fino a G6 pari non risulta coerente con le prescrizioni di legge in tema di validità del bollo metrico, e (ii) quelle utilizzate per le condotte stradali in polietilene non sono state motivate con giustificazioni di tipo tecnico basate su considerazioni relative ai materiali utilizzati e alle effettive condizioni di posa (alla contestazione dell’Autorità la stazione appaltante ha risposto dicendo che così era stabilito negli atti integrativi della concessione), l’Autorità non è passata allo step 2, ovvero il riallineamento delle vite utili.

Di conseguenza, l’Autorità ha stabilito che il VIR della località Alessandria è inidoneo ai fini dei riconoscimenti tariffari e, pertanto, in sua vece sarà utilizzato il valore parametrico derivante dalla formula di cui all’art. della delibera 310/2014/R/gas.

In altre parole, nel disgraziato caso in cui la gara d’affidamento fosse vinta da un gestore diverso dall’attuale, costui pur pagando il VIR si vedrebbe riconoscere in tariffa qualcosa di molto (ma molto) più basso (basti pensare all’effetto di vite utili molto più lunghe di quelle tariffarie o del prezzario senza utile d’impresa).

Sorge spontanea, quindi, la domandona: ma la concorrenza?! Alla fine, infatti, in una situazione simile chi è che tenterà di strappare l’ambito all’attuale incumbent?

Non è che questa situazione (Alessandria non il primo caso e certamente non sarà l’ultimo) alla fine porterà qualcuno nella stanza dei bottoni a prendere in considerazione la proposta dell’AGCM (“RAB per tutti”)?

SEGNALAZIONE AGCM S2470 RECANTE PROPOSTE DI MODIFICA NORMATIVA IN MATERIA DI GARE PER IL SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE

Ok, ok…. Non è esattamente una delibera AEEGSI, me ne rendo conto….ma un monitoraggio dell’affaire gare gas che non dia conto di quanto detto in materia dall’Antitrust, per altro in stretto coordinamento con l’AEEGSI, sarebbe credibile come una moneta da 3 euro.

Vediamo quindi cosa suggerisce L’AGCM per sbloccare la situazione.

Per prima cosa, critica duramente (mi sembra anche più duramente di quanto non avesse già fatto l’AEEGSI nella propria segnalazione) gli interventi in materia gare gas contenuti nel milleproroghe 2016. In particolare è piuttosto critica sull’eliminazione delle sanzioni a carico degli enti locali in caso di mancato rispetto (da parte della stazione appaltante) delle scadenze per la pubblicazione del bando di gara. Tali sanzioni, sottolinea l’autorità, sono l’unica ragione per cui ad oggi almeno qualche bando è stato pubblicato. Allo stesso modo, non ci va tanto leggera anche per quanto riguarda l’ulteriore proroga concessa e l’allungamento dei tempi per la pubblicazione dei bandi, parlando esplicitamente di perdita di credibilità dell’intera riforma.

Si passa quindi alla fase propositiva, elaborata in stretta collaborazione con l’AEEGSI. Le proposte sono sostanzialmente 3:

  1. Reintroduzione delle sanzioni a carico degli enti locali, ma per l’autorità non basta ripristinare l’esistente: otre al caso di mancato rispetto delle scadenze fissate, ritiene opportuno sanzionare anche il mancato rispetto delle tempistiche per l’invio all’AEEGSI della documentazione necessaria alle verifiche di competenza. L’antitrust non entra nel merito e lascia all’AEEGSI l’onere di individuare i meccanismi più opportuni (al proposito, si rimanda al commento della segnalazione 86/2015/R/gas che trovate qui sotto).
  2. Eliminazione di alcune limitazioni oggi presenti alla partecipazione di ATI alle gare , ritenute ingiustificate. Si parla, nello specifico, dell’obbligo per tutti i partecipanti all’ ATI di possedere alcuni requisiti soggettivi volti a dimostrare l’esperienza e la capacità di operare nel settore della distribuzione del gas. Ciò, sottolinea L’AGCM, impedisce la partecipazione alle gare ai piccoli operatori che, invece, potrebbero partecipare con il supporto di un socio esclusivamente finanziatore. Con evidente danno per la concorrenza per il mercato. Questo suggerimento è avanzato anche dall’AEEGSI, che così “restituisce il favore” di cui al punto precedente.
  3. La terza proposta, il carico a bastoni della segnala, può essere riassunta in 2 parole: “RAB per tutti“. In via più estesa, l’autorità afferma che, dopo oltre 15 anni da quando si era stabilito di affidare il servizio su base d’ambito, il periodo transitorio previsto dal dlgs 164/00 non ha più ragione di esistere e, di conseguenza, non ha più ragione di essere nemmeno il rimborso a VIR (e non a RAB, come previsto a regime) degli impianti posti in gara, dato che i gestori hanno goduto de facto una lunghissima proroga che avrebbe fatto venir meno il presupposto stesso di un tale rimborso, ovvero la scadenza ope legis della concessione anticipata rispetto a quella naturale. Si propone, come possibile alternativa all’eliminazione sic et simpliciter della previsione, l’introduzione di una maggiorazione parametrica della RAB, eventualmente legata al rispetto delle tempistiche per l’avvio della gara. Ciò, a parere dell’Autorità, eliminerebbe molte delle attuali criticità che impediscono il coretto svolgersi dell’iter amministrativo previsto, diminuirebbe i contenziosi che aumentano l’incertezza delle gare e, di conseguenza aumenterebbe la partecipazione alle gare e, quindi, la concorrenza per il mercato.

Tutto molto bello, non c’è che dire…. Ma il punto 3 (RAB per tutti) evidentemente fa finta di non vedere il vero motivo dietro al riconoscimento del VIR per la prima tornata di gare, ovvero la necessità di riconoscere una volta per tutte a ciascun operatore il vero valore dei propri impianti (cosa che la RAB non riuscirebbe mai a fare) così da voltare definitivamente pagina senza doversi portare dietro recriminazioni e passare (anche grazie all’originario meccanismo di riconoscimento del delta VIR RAB e del relativo sconto….) al valore tariffario come unico valore di riferimento per le gare successive.

SEGNALAZIONE 86/2015/R/gas – AGGIORNAMENTO RELATIVO ALLA SITUAZIONE DELLE GARE PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE DEL GAS PER AMBITO TERRITORIALE MINIMO (ATEM)

L’Autorità, nell’ambito dei compiti ad essa attribuiti, provvede ad aggiornare Governo e Parlamento sulla situazione delle gare gas e lo fa in coordinamento con un altra Autorità direttamente coinvolta, ovvero l’AGCM (per gli amici, Anitrust).

Vediamo un po’, allora, quali sono gli elementi più interessanti di questa segnalazione.

Le prime pagine del documento tratteggiano il quadro normativo generale delle gare gas, focalizzandosi in particolare sul processo amministrativo da seguire nella pubblicazione del bando di gara, sulle verifiche poste in capo all’Autorità, nonché sulle varie proroghe delle scadenze susseguitesi in questi anni. Si fa poi il punto sulle ultime novità introdotte dal milleproroghe 2016 (ulteriore proroga – appunto! -, eliminazione penalizzazioni in caso mancato rispetto scadenze da parte enti concedenti e modifiche dei poteri sostitutivi in caso di inadempimenti).

Questa parte, quindi, non è nulla di trascendentale e serve, più che altro, a facilitare la comprensione delle successive segnalazioni ai parlamentari/esponenti di governo a digiuno della materia.

Passiamo quindi alla parte più succulenta della segnalazione (orientativamente da pag. 6 in poi).

Per prima cosa, l’Autorità fa il punto della sua attività sottolineando: (i) che solo pochi bandi sono stati effettivamente pubblicati rispetto a quelli per cui è scaduto il termine (15 su 95, ovvero circa il 16% . Qui trovare la loro analisi) (ii) che di questi solo pochissimi hanno rispettato l’iter previsto, dato che l’Autorità ha espresso il proprio parere solo su 2 bandi su 15 pubblicati (Milano e Roma, quest’ultimo ancora non pubblicato mentre del primo si da conto proprio in questa pagina) e (iii) solo 7 stazioni appaltanti hanno trasmesso i dati per la verifica VIR-RAB all’Autorità (le analisi delle delibere sinora pubblicate le trovate sempre in questa pagina).

Evidentemente, segnala il regolatore, c’è qualcosa che non va con l’iter amministrativo messo in piedi e porta alcuni esempi in materia (coordinamento Enti/S.A., raccolta dati da operatori, difficoltà applicative Linee guida, attività di controllo). Sul punto, noi non possiamo che condividere!

In quest’ottica, quindi, l’AEEGSI giudica non del tutto adeguate le misure contenute nel milleproroghe, dato che a suo parere (e anche qui si condivide al 101%) per sbloccare definitivamente la situazione non basta l’ennesima proroga che tra l’altro, fa notare il regolatore, non elimina definitivamente l’ingorgo di gare attuale, dato che questo si ripresenterà puntuale tra il II semestre del 2016 e il Isemestre del 2017. Né, a maggior ragione, è di qualche aiuto eliminare le sanzioni a carico degli enti concedenti che “bucano” le scadenze fissate.

L’Autorità poi critica piuttosto duramente il mancato rispetto, da parte di alcune stazioni appaltanti, dell’iter previsto per le verifiche ad essa affidate e preannuncia – e questa è pesante – di aver fornito informazioni al riguardo all’Autorità Nazionale Anticorruzione (dato che tali violazioni rendono incerto il processo di gara e, di conseguenza, diminuiscono l’interesse a partecipare alle gare stesse e portano anche all’allungamento dell’affidamento in corso).

Si passa quindi alla parte propositiva della segnalazione, di certo quella di maggiore interesse.

Di seguito si sintetizzano le proposte avanzate, ordinate (a parere insindacabile dello scivente!) in ordine decrescente rispetto alla capacità di sbloccare la situazione .

  1. Semplificazione dell’iter di analisi degli scostamenti VIR-RAB da parte dell’Autorità. Si propongono 2 percorsi: uno ordinario e identico a quello attuale da attivare per il singolo comune in cui il delta VIR-RAB è >10% e allo stesso tempo il delta VIR-RAB aggregato d’ambito è > ad una certa soglia (6/8%) e uno accelerato applicabile quando il delta VIR-RAB aggregato d’ambito è < al 6/8%. In quest’ultimo caso, però, la stazione appaltante deve poter certificare l’applicazione delle Linee guida per il calcolo del VIR.
  2. Revisione delle scadenze per la pubblicazione dei bandi di gara, in modo da sbrogliare definitivamente la situazione e massimizzare la partecipazione degli operatori. A tal fine si propone di redistribuire almeno 40 ATEM, suddivisi in due raggruppamenti, nel I semestre 2018.
  3. Rafforzamento della posizione degli Enti locali concedenti nei confronti dei gestori nell’acquisizione delle informazioni e dei dati necessari per indire la gara, prevedendo sanzioni in caso di ritardi.
  4. Semplificazione dell’iter di analisi dei bandi di gara tramite la definizione di corsie preferenziali in caso di sostanziale rispetto del bando di gara tipo e del disciplinare tipo. In questi casi ci si limiterà a valutazioni sulla congruità delle analisi costi-benefici e delle condizioni minime di sviluppo e i rilievi dell’Autorità, da riportare nel bando, identificheranno i limiti ai riconoscimenti tariffari (come da famoso chiarimento che viene commentato qui).
  5. Introduzione di incentivi economici (però si parla di sanzioni…) proporzionati e simmetrici per  stimolare il rispetto delle tempistiche per la pubblicazione dei bandi e dell’ iter procedimentale.

C’è poi una segnalazione che mi ha lasciato un po’ perplesso, anche se in teoria molto utile per garantire il rispetto dei tempi & Metodi:

  • In caso di mancato rispetto della tempistica per l’invio all’Autorità della documentazione necessaria per le verifiche relative agli scostamenti VIR-RAB, per le località dove questo delta è > 10% il VIR ai fini tariffari  viene sempre e comunque posto pari al 110% della RAB (ergo, entro il limite massimo consentito entro il quale non è necessario inviare i dati all’AEEGSI per la verifica). La misura è particolarmente “stimolante” perché comporterebbe un duro colpo economico  per gli enti concedenti (il canone è una % della remunerazione e quota ammortamento asset…). D’altra parte, questa misura potrebbe favorire gli incumbent dato che, nel caso estremo dove tutto l’atem è valorizzato ai fini tariffari come proposto, nessun gestore sano di mente avrebbe interesse a partecipare alla gara (dove pagarebbe il “vero” VIR e si vedrebbe riconosciuto solo il 110% della RAB). Dato però che la segnalazione è stata condivisa con l’AGCM, evidentemente ci sono altri ragionamenti che non ho ancora ben colto!

Le rimanenti proposte avanzate dall’AEEGSI sono le seguenti:

  • Revisione dei requisiti di partecipazione previsti per i raggruppamenti temporanei di impresa (ATI) e per i consorzi ordinari, lavorando in particolare sui requisti specifici richiesti, cosi da consentire una più ampia partecipazione alle gare.
  • Allentamento dei vincoli alle riduzioni di spesa posti in capo all’AEEGSI per potersi avvalere, in via straordinaria, di specifiche e competenti ulteriori risorse per far fronte all’enorme mole di lavoro che comporta l’attività di verifica dei bandi/scostamenti VIR-RAB .

DELIBERA 67/2016/R/Gas – OSSERVAZIONI RIGUARDANTI IL VALORE DI RIMBORSO PER I COMUNI DELL’ATEM FORLÌ CESENA

L’analisi di cui si da conto nella delibera riguardano i valori di rimborso definiti dalla stazione appaltante dell’ambito, Unica Reti S.p.A. (società patrimoniale partecipata dai comuni di Cesena e Forlì più altri minori proprietaria delle relative reti idriche e del gas ), per 3 comuni: (i) Bertinoro (metodo calcolo: misto), (ii) Cesenatico (metodo calcolo: contratti e convenzioni) e (iii) Modigliana (metodo calcolo: linee guida) appartenenti all’ambito Forlì Cesena, il cui bando di gara non è ancora stato pubblicato e su cui tra l’altro si è ancor in attesa del parere dell’Autorità.

Anche in questo caso, si registrano diverse interazioni tra stazione appaltante ed Autorità. Segno che il meccanismo deve ancora essere rodato (si spera che la recente proroga by milleproroghe sia utilizzata per mettere a punto questo meccanismo).

Ma quali sono le osservazioni avanzate dall’Autorità? Vediamo un po’:

Bertinoro: inizialmente per i misuratori di calibro fino a G6 era stata utilizzata una vita utile pari a 25 anni (come per Torino 2), cosa prontamente censurata dall’Autorità. La stazione appaltante ha recepito l’osservazione ed ha re-inviato i dati utilizzando questa volta una vita utile di 15 anni. A seguito di questa modifica, lo scostamento tra VIR e RAB è sceso sotto la soglia del 10% e, di conseguenza, l’Autorità si è astenuta dal formulare osservazioni.

Cesenatico: il VIR è stato giudicato inidoneo ai fini tariffari e, pertanto, a tali fini verrà utilizzato il valore parametrico calcolato in base all’art della delibera 310/2014/R/gas o il VIR calcolato in base alle linee guida (il bando non è stato ancora pubblicato, quindi teoricamente ci sarebbe questa possibilità). Tale decisione in generale deriva dal fatto che le giustificazioni dello scostamento VIR-RAB fornite dalla stazione appaltante sono state ritenute generiche e insufficienti e, in particolare, dal fatto che il prezzario utilizzato per la valorizzazione del VIR risulterebbe privo dei dettagli metodologici atti a illustrarne le modalità d’impiego ai fini della verifica dell’Autorità. Tuttavia, la motivazione cruciale appare essere che l’Autorità non ritiene sufficiente il riferimento all’articolo 24 del r.d. 2578/1925 contenuto nell’atto aggiuntivo pre 11 febbraio 2012 relativamente alle modalità di utilizzo di tale prezzario e, di conseguenza, ritiene che non sussistano le
condizioni che giustificano la non applicazione delle Linee Guida.

Modigliana: il VIR è idoneo in quanto calcolato con applicazione delle Linee Guida così come attestato dalla stazione appaltante. Questo è quello che conta. Se poi vogliamo andare più nel dettaglio, dalla delibera pare di capire che il VIR (del comune in esame, ma anche degli altri 2) abbia comunque fallito i test ex delibera 310/2014/gas ma, non essendoci criticità nell’applicazione delle linee guida e avendo ricevuto la citata attestazione, il VIR è comunque stato giudicato idoneo ai sensi della delibera appena ricordata.

DELIBERA 59/2016/R/Gas – OSSERVAZIONI RIGUARDANTI IL VALORE DI RIMBORSO PER I COMUNI DELL’ATEM TORINO 2 – IMPIANTO DI TORINO

La delibera in analisi è molto interessante per almeno 3 motivi.

  1. è il primo caso di valutazione “postuma” del valore di rimborso degli impianti posti in gara da parte della Autorità. E’ noto, infatti, che (come potete vedere qui) il bando di torino 2 – ed i relativi valori di rimborso – è già stato pubblicato da tempo.
  2. ha una grande rilevanza in ottica prospettica, dato che permetterà di iniziare a capire quali saranno le reazioni delle Stazioni Appaltanti (e anche degli operatori)  di fronte a bandi (pubblicati o meno) che prevedono (o potrebbero prevedere) valori di rimborso ritenuti inidonei ai fini tariffari. I bandi già pubblicati che hanno valori inidonei saranno ritirati e corretti? In futuro sarà cura delle Stazioni Appaltanti agirà in via preventiva in modo tale che questa casistica non si verifichi? Solo il tempo ce lo dirà!
  3. Si tratta di un primo caso “completo” di applicazione della delibera 310/2014/R/gas con cui l’Autorità ha definito l’iter e le metodologie adottate in sede di verifica dello scostamento VIR – RAB.

Entrando nei particolari della delibera, si legge che l’Autorità, a valle delle verifiche effettuate, ha ritenuto inidoneo ai fini tariffari il valore di rimborso relativo ai  Comuni di Givoletto, La Loggia e Villastellone (il cui valore di rimborso totale è circa € 7,6 mln, ovvero circa il 6% del valore di rimborso totale di circa € 130 mln).

Le motivazioni che hanno portato a questa decisione per i Comuni di La Loggia e Villastellone sono relative  ad incongruenze tra le previsioni delle Linee Guida (di cui la Stazione Appaltate ha attestato l’utilizzo nei casi in esame, attenzione) ed i criteri effettivamente utilizzati per il calcolo de valore di rimborso (in particolare, in materia di spessore/larghezza del tappetino d’usura). La cosa interessante, quindi, è che l’Autorità non si limita “a prendere atto” dell’attestazione da parte della Stazione Appaltante circa l’applicazione delle Linee Guida (come tra l’altro già chiarito nelle FAQ alla 310), ma in virtù dei propri doveri/responsabilità in campo tariffario è andata a vedere nel dettaglio se tali Linee Guida fossero state effettivamente applicate correttamente.

Discorso diverso per il Comune di Givoletto, dove il VIR è stato calcolato con un metodo misto. In questo caso, il problema rilevato dall’Autorità è relativo alla vita utile utilizzata per i misutatori G6, pari a 25 anni (mentre ai fini tariffari è di soli 15 anni). Questa discrepanza, unita al “fallimento” del test parametrico ex art. 14 ed alla mancanza di informazioni circa l’assolvimento degli obblighi relativi all’apposizione dei bolli metrici e , ha portato l’Autorità a ritenere inidoneo ai fini tariffari il valore di rimborso relativo a tale Comune (bisogna ricordare, infatti, che gli altri test (riallineamento vite utili e analisi per indici) sono solo eventuali).

Si sottolinea, infine, che anche in questo caso la conclusione dell’iter ha richiesto svariate interazioni tra Autorità e Stazione Appaltante (incongruenze nella documentazione, documenti mancanti ecc.), segno che il meccanismo necessita ancora di rodaggio (e magari di un “facilitatore”).

DELIBERA 26/2016/R/Gas – OSSERVAZIONI RIGUARDANTI IL VALORE DI RIMBORSO PER I COMUNI DELL’ATEM BELLUNO 

Con la delibera in analisi, l’Autorità stabilisce che il VIR (riferito non all’anno t-1, ma all’anno t-2, ex delibera 407/2015/R/gas) relativo ai 30 comuni che compongono l’ATEM considerato è idoneo ai fini del riconoscimento ai fini tariffari. In altre parole, il vincitore della gara ha la certezza (ricordare il chiarimento!!!!) di vedersi riconosciuto in tariffa il VIR per quelle località dove risulta gestore entrante, mentre in quelle dove è il gestore “incumbent” se lo vedrà riconosciuto., opportunamente ammortizzato, alla fine del primo affidamento come valore di rimborso o come valore valido ai fini tariffari in caso di eventuale riconferma a seguito della seconda tornata di gare.

L’Autorità nella delibera dà anche conto dell’iter seguito dalla documentazione necessaria per le sue valutazioni, evidenziando che sono state necessarie 2 rettifiche dei dati, segno certamente della complessità delle attività a carico della Stazione Appaltante e dell’Autorità, ma anche della “inesperienza” delle Stazioni appaltanti nel gestire questo tipo di dati.

Infine, la Stazione Appaltante ha attestato di aver applicato per la determinazione del VIR per tutti i comuni ricompresi nell’ATEM, le Linee guida 7 aprile 2014.

DELIBERA 631/2016/R/Gas – OSSERVAZIONI IN MERITO ALLA DOCUMENTAZIONE DI GARA INVIATA, AI SENSI DELLE DISPOSIZIONI DI CUI ALL’ARTICOLO 9, COMMA 2, DEL DECRETO 12 NOVEMBRE 2011, N. 226 DAL COMUNE DI MILANO, STAZIONE APPALTANTE DELL’ATEM MILANO 1 – CITTÀ E IMPIANTO DI MILANO

La delibera in analisi è interessante perché rappresenta il primo atto in assoluto che l’Autorità adotta nell’ambito dei compiti ad essa affidati dal DM 226/11 e s.m.i. in merito alla valutazione dei bandi di gara (e relativa documentazione) predisposti dalle Stazioni Appaltanti.

Le osservazioni generali dell’Autorità si riferiscono ad aspetti “formali” e/o comunque non gravissimi del bando ed annessa documentazione. Ad esempio, si evidenzia la mancanza della stratificazione del VIR (elemento importante per le valutazioni tariffarie dei potenziali partecipanti), poi prontamente sanata dalla Stazione Appaltante.

Le osservazioni relative al bando di gara vero e proprio, invece, si focalizzano sulla chiarezza/coerenza con con lo schema tipo delle informazioni fornite. L’Autorità suggerisce, ad esempio, di chiarire  meglio le situazioni di contenzioso sui valori di rimborso di alcuni Comuni e di chiarire le modalità di presentazione della documentazioni in caso di ATI.Segnala anche che la validità dell’offerta è di 360 giorni invece di 180 (come da bando tipo) senza che tale scostamento sia stato adeguatamente motivato; dato che il termine è rimasto lo stesso (e ricorre anche in moltissimi altri bandi), se ne deduce che la Stazione Appaltante abbia provveduto a chiarire le proprie motivazioni.

Per quanto riguarda la documentazione allegata al bando (allegato B, C, D), l’Autorità indica i chiarimenti e l’ulteriori informazioni/disaggregazione di dati che a suo avviso la Stazione Appaltante deve fornire. Ad esempio, dettaglio del personale per comune (allegato C); maggiori dettagli sui contributi e su quota proprietà gestore/Ente.

Decisamente più interessanti sono le osservazioni relative al disciplinare di gara e al contratto di servizio.

Nel primo caso, i rilievi sono relativi, tra l’altro, all’ indicatore (tempo preventivazione lavori semplici) utilizzato per il criterio B2 (livelli di qualità), ritenuto non congruo con il livello di metanizzazione dell’ambito (meglio tempo risposta reclami o rispetto fascia oraria appuntamenti, ma l’osservazione non è stata recepita) e, soprattutto, al livello massimo (100 mt) previsto per il criterio A3 (mt rete/cliente ulteriori rispetto a piano sviluppo). Quest’ultimo rilievo si estende anche all’analisi costi benefici alla base della decisione, mentre le conseguenze tariffarie generate dal solo parziale recepimento (il livello massimo è stato portato a 70 mt) dell’osservazione, tratteggiate già nella delibera in analisi, sono poi state ribadite definitivamente nel recente chiarimento pubblicato dall’Autorità: non si ritiene corretto socializzare dei costi per investimenti ritenuti (dall’Autorità ma non dalla stazione appaltante) inefficienti e, di conseguenza, il loro riconoscimento tariffario non può deve essere considerato automatico. Altro rilievo di interesse è relativo al criterio C – interventi di potenziamento/estendimento dove, oltre a ritenere troppo elevato il punteggio ad esso attribuito dalla stazione appaltante (15 punti, poi portati a 12), si contesta la scelta di ritenere più accurate le proposte d’intervento che terranno in conto dello sviluppo del teleriscaldamento in quanto, come scrive l’Autorità, ciò potrebbe “costituire un improprio vantaggio competitivo”.

Nel secondo caso, invece, si contesta la difformità del contratto predisposto dalla stazione appaltante rispetto al contratto tipo predisposto dall’Autorità e approvato dal ministero ed di cui si consiglia l’utilizzo. La stazione appaltante, ad ogni modo, non ha recepito l’osservazione dell’Autorità dato che il contratto reso disponibile sembrerebbe contenere le stesse caratteristiche contestate dall’Autorità.

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